CIF LANCIANO “Magnifica Umanitas”
L’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV al centro dell’incontro conclusivo delle attività annuali del Cif di Lanciano: nel pomeriggio di giovedì 2 luglio presso il salone di rappresentanza della Curia arcivescovile di Lanciano, si è trattato di una significativa opportunità di conoscenza e riflessione sia per le socie del Cif lancianese che per il pubblico presente in sala, alla luce della grande attualità e dell’interesse suscitato in tutto il mondo dalla disamina che il pontefice ha fatto della Custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale.
Dopo i saluti della Presidente Cesira Verì, l’introduzione dell’incontro è stata curata dall’Arcivescovo della Diocesi Lanciano-Ortona, Mons. Emidio Cipollone e a seguire, la relazione del vicario dell’Arcidiocesi, Mons. AngeloGiordano, anche autore in “Cronache Opinioni”.
La bella sottolineatura iniziale dell’Arcivescovo è stata per le socie lancianesi, richiamandosi alla coerenza dell’ispirazione dell’associazione e della sua vita, dal dopoguerra ad oggi, con l’obiettivo di concorrere ad una “magnifica humanitas”, mentre il seguito del breve intervento è consistito nella presentazione delle immagini bibliche della Torre di Babele e della Città santa di Gerusalemme, i due iconici punti di riferimento delle analisi del pontefice nell’enciclica.
A partire da queste due immagini, si è poi sviluppata la relazione di don Angelo Giordano che, alla luce del contrasto fra l’icona babelica disumana fondata sulla logica del potere, e quella della città santa, fondata invece sull’amore e la cura reciproca fra gli uomini, ha sottolineato come ogni riflessione del pontefice sia indirizzata alla necessità per l’umanità intera di fare oggi i conti con sé stessa, per chiedersi a che punto sia, dove stia andando e soprattutto dove voglia andare.
Fondamentale è guardare al momento storico presente, con sincerità e senza paura, considerando tutti i rischi generati da un utilizzo improprio e potenzialmente anche erroneo o peggio, distruttivo, di una tecnologia come l’Intelligenza artificiale, della quale però già vediamo esiti anche molto positivi, soprattutto in ambito scientifico o anche medico, nei quali si evidenzia la dimensione di preziosa risorsa in funzione di promozione dell’umanità.
Le tante possibilità che si stanno generando in numerosi ambiti della vita umana e dell’ambiente faranno andare avanti veramente l’umanità se avranno per obiettivo “custodire l’umano nella trasformazione”, mentre lo strumento vincente di salvaguardia da ogni rischio legato all’uso improprio di tecnologie sofisticate è nella condivisione dell’idea di un lavoro comune, di chi detiene il potere come di ogni singolo cittadino del mondo, in direzione della promozione umana individuale e sociale.
Nella relazione, anche il richiamo puntuale ad alcune sottolineature del testo papale sia sul pericoloso utilizzo dell’Intelligenza artificiale come strumento di potere e guerra, sia sui principi della Dottrina sociale della Chiesa che devono essere fari per andare avanti, in particolare la salvaguardia della dignità della persona umana e del bene comune, la destinazione universale dei beni, la ricerca della giustizia sociale: tutti aspetti che il pontefice considera perché lo sguardo sulla contingenza non sia catastrofico ma veritiero e sempre più deciso sia marcato l’impegno al “fare” nello spirito del Vangelo.
La conclusione della relazione è infine affidata all’invito alla speranza con cui Papa Leone chiude l’Enciclica, tutto dedicato al modello che Maria, Madre di Cristo, rappresenta come “donna del Magnificat” per i cristiani, con la sua fiducia in Dio.
Al termine dell’intervento e prima dei saluti conclusivi, si è dato spazio ad alcuni interventi del pubblico, particolarmente incentrati sui timori per l’educazione dei più giovani e la necessità di combattere in modo sempre più diffuso e globale la pericolosa tendenza alla costruzione di illusioni relazionali, interventi che hanno dato modo al relatore di richiamarsialla dimensione comunitaria che la Chiesa sinodale sta portando avanti da molti anni, per fronteggiare i pericoli generati dall’uso indiscriminato delle nuove tecnologie ed ora anche dell’Intelligenza artificiale, salvaguardando lo sviluppo di una vita autenticamente umana.
A conferma, ancora una volta, di quello spirito postconciliare che ha aperto già molti decenni fa la stagione dell’attualizzazione nella Chiesa cattolica e da allora, come ha richiamato durante l’incontro il consulente ecclesiastico del Cif di Lanciano, don Giovanni Sabella, essa “va sempre avanti”, attenta ai cambiamenti del presente nel riferimento al Vangelo.
Elena La Morgia
socia e vicepresidente del Cif comunale Lanciano, Abruzzo